L’universo secondo la mitologia cinese

L’origine dell’universo

L’universo e tutto quello che racchiude da dove hanno avuto origine?

Dagli uomini dell’antichità fino agli scienziati contemporanei, ci si è sempre posto questo quesito. La risposta a questa domanda secondo la tradizione cinese rappresenta il livello di sviluppo della civiltà umana. 

Secondo la logica del pensiero degli uomini dell’antichità, l’origine delle cose è determinata dall’essenza stessa di esse. Per questo motivo, indagare sull’origine delle cose corrisponde ad indagare sull’essenza stessa delle cose. Secondo i miti e le leggende per rispondere alla domanda sull’origine dell’universo vuol dire indagare proprio sull’essenza stessa dell’universo. Solo tenendo in pugno l’origine dell’universo ( nonché l’essenza dell’universo), le strutture della conoscenza e dei valori dell’umanità avranno una base solida e affidabile. 

In questo viaggio nei miti e leggende cinesi, iniziamo proprio dall’origine mitologica dell’universo. In accordo con il mito cinesem la storia dell’origine dell’universo viene fatta risalire a principalmente a due storie, quella sul Caos Hundun e quella su Pangu.

Il caos Hundun

L’universo è uno spazio sconfinato e un tempo infinito. All’interno dell’universo ci sono numerosissime e coloratissime tipologie differenti di cose.  Quando gli uomini dell’antichità ricercarono l’origine dell’universo, si sforzano di ridurre tutto all’esistenza più primitiva. Infatti ci sono alcune etnie che riconducevano l’origine all’acqua, altre etnie invece indicavano l’aria. 

Gli antichi cinesi andarono oltre alle cose materiali e descrissero l’esistenza primordiale come il Caos- Hundun. Essi credevano infatti che prima della nascita dell’universo non esistesse né la terra né il cielo non ci fosse né la luce e nemmeno il buio ma solo il Caos. Il caos pareva essere un cumulo nebuloso cupo e imperscrutabile, che non ha forma, né colore né suono e che non emette nemmeno alcun odore. Il Caos è uno stato vago che non può essere percepito, e ancor meno riconosciuto.

Durante il periodo degli Stati Combattenti ( 475 a.c – 221 a.c. ) il filosofo Zhuangzi descrive il Caos secondo questa storia: “Hundun – il Caos, era il governatore della terra di mezzo, tuttavia Hundun – il Caos, non ha né naso, né occhi né bocca né orecchie. I suoi amici Hou – l’imperatore del mare del sud, e Hu – governatore del mare del Nord, giungono in aiuto di Hundun – il Caos e decidono di aiutarlo aprendo dei fori su Hundun – il Caos. Ogni giorno per sette giorni avrebbero aperto un foro, il risultato fu però che Hundun morì. 

Tutte le caratteristiche del caos sono al di là del sistema umano della realtà, è un’esistenza soprannaturale, è il concetto più completo dell’origine dell’universo. La morte del caos annuncia la nascita dell’universo.

Pangu che aprì il cielo ed espanse la terra 

Pangu è il grande dio della creazione del mondo nella mitologia cinese. Riguardo a questo mito esistono due storie una è la creazione del mondo, l’altro è l’incarnazione post-mortem del Tutto. 

Durante il periodo dei Tre Regni, (220-280 d.C) nel testo” 三五历纪 (san wu li ji)”  Xu Zheng descrisse l’origine del mondo presentando il Caos – Hundun simile ad un uovo. Con il passare del tempo, all’interno di questo uovo lentamente si originò Pangu. Pangu crebbe all’interno di Hundun ( il Caos,) per 18 mila anni, il corpo crebbe sempre più diventando enorme tanto che Hundun non riuscì più a contenerlo, perciò lo divise in Yangqi e Yinqi,  e fece salire Yang in cielo e mentre Yin scese a costituire la terra. Penggu si erse nel mezzo tra il cielo e la terra, crescendo ogni giorno di zhang[1]. In seguito alla crescita di Pangu, anche il cielo si innalzava ogni giorno e la terra diventava sempre più spessa. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, trascorsero così altri 18.000 anni. Il corpo di Pangu crebbe fino a raggiungere 90.000 metri, il cielo era estremamente alto e la terra era estremamente spessa, e nella distanza tra cielo e terra c’era proprio il corpo di Pangu- ovvero 90.0000 metri.

Pangu che aprì il cielo e espanse la terra è considerato uno dei più grandi miracoli nella mitologia. Per spiegare la nascita del cielo, gli antichi attraverso l’immaginazione magica crearono 盘古 pangu con un corpo infinitamente grande. 

Analizzando cesondo il diesgno mitologico, questo mito presenta due tematiche principali: una è Hundun- il caos; l’altro è l’universo uovo, ovvero ridurre l’origine dell’universo a un uovo d’uccello. 

La mitologia di pangu unisce in modo intelligente i due motivi, riuscendo con successo a realizzare il progresso naturale della trama mitologica.

Nel libro “五运力年记 ( wu yun li nian ji, calendario dei 5 elementi)” viene raccolta la storia del corpo di Pangu in una versione differente da quella sopra citata. Si narra che Pangu arrivò alla fine della sua vita e proprio prima che morisse il suo corpo mutò completamente: il suo occhio sinistro si trasformò in Sole, quello destro in Luna, i capelli e la barba diventarono le stelle del cielo; il suo fiato divenne vento e nuvole, la sua voce si trasformò in tuoni rimbombanti, i suoi quattro arti divennero i quattro punti cardinali della terra quadrata ( I cinesi antichi credevano infatti che la terra fosse quadrato e il cielo fosse rotondo ),  l’enorme corpo di trasformò nella Grande Montagna Orientale, il suo sangue si fece fiume, le costole diventarono il grano della terra, i muscoli divennero il suolo del terreno coltivabile, la pelle e i peli si trasformarono in vegetazione, le ossa e i denti diventarono metalli e rocce, il sudore che scorre su tutto il corpo diventò la pioggia e la rugiada che bagna tutte le cose e dal suo fallo prese forma il primo essere umano.

“Pangu apre il cielo e la terra”, rappresentazione di Liang Qide

Le figure mitologiche cinesi sono molto ricorrenti ancora oggi in molti film, in serie tv, cartoni animati e videogiochi. Hundun è ripreso infatti dal video gioco Warriors Orochi 3 ma è anche un personaggio della serie televisiva Nickelodeon Kung Fu Panda: Leggende di Awesomeness.


[1] Metro di misura Cinese che dal 1912 la Republica Popolare di Cina fece equivalere a 3,2 metri


Bibliografia:

-Stevens, Keith G. 2001. Chinese Mythological Gods. Oxford University Press.
-Chen Lianshan 陈连山,Zhongguo Shenhua zhuanshuo, 中国神话传说,2008,wuzhou chuanbo chubanshe,五洲传播出版社. Beijing 北京

Mitologie a confronto

Secondo la tradizione Cinese l’umanità vive e si riproduce nello spazio in mezzo alla vastità del cielo e alla sconfinatezza della terra. Gli uomini usano la saggezza e l’immaginazione per spiegare costantemente il mondo e la vita. Durante il processo di creazione dei beni materiali, l’uomo ha anche creato una vasta e ricca raccolta di beni spirituali. Questi beni immateriali detti anche dello spirito, sono proprio i miti e le leggende dell’antichità.

I miti e le leggende ci narrano storie di spiriti, divinità ed eroi e tra queste storie sono incluse quelle sull’origine dell’universo, degli dei e dell’umanità; vi sono anche storie su come gli dei hanno dominato il mondo e l’hanno governato, storie sul rapporto misterioso tra gli uomini e gli dei ma anche storie che raccontano le grandi imprese degli eroi dell’antichità. Secondo la tradizione cinese, gli dei o spiriti sono la ragione dell’esistenza umana dai quali ha origine anche il destino dell’umanità. I miti riuniscono le credenze, i valori le filosofie, la scienza e la storia dell’umanità antica, rappresentano una sorta di miniatura della vita spirituale dei santi dell’antica civiltà. 

I miti erano molto diffusi, non solo nella Cina antica ma anche nelle popolazioni europee. Ogni gruppo etnico aveva le proprie storie e per la varietà dei gruppi etnici, nel loro modo di vivere,nel loro progresso culturale e storico, anche le storie stesse subivano caratteristiche molto varie e diverse tra loro. 

La Cina rappresenta una delle civiltà orientali più antiche e all’epoca antica si fanno risalire tre gruppi etnici principali: 

  • I Catai o Huaxia华夏, gli antenati dell’etnia Han che vivevano perlopiù nella zona centrale della Cina antica
  • l’etnia Dongyi 东夷, un gruppo etnico che viveva nell’estremo Est della Cina vicino alla costa 
  • l’etnia Miaoman 苗蛮,un gruppo etnico del sud della Cina antica.

Con il trascorrere dei millenni si sono formate anche altri gruppi etnici in Cina, tuttavia i miti e le leggende si fanno risalire principalmente ai miti dell’etnia Huaxia 华夏- Catai che ha gradualmente assimilato parte delle leggente e dei miti delle altre due etnie Dongyi 东夷 e Miaoman 苗蛮.

Volendo mettere a confronto oriente e occidente, si può considerare che la civiltà occidentale antica sia rappresentata in gran parte da quella Greca.  Attraverso questo confronto che ho voluto fare, conoscendo bene le due culture, emerge che la storia mitologica delle due antiche civiltà presentano differenze di interpretazione e di narrazione sulla storia mitologica e sull’origine del mondo. 

Raffigurazione delle divinità

Una prima differenza tra le due mitologie è legata all’aspetto delle figure divine. Infatti nel mondo dell’antica Grecia gli Dei hanno un aspetto umano, si racconta di Prometeo che ricevette da Zeus l’incarico di forgiare l’uomo. Prometeo lo modellò dal fango a propria sembianza e lo animò con il fuoco.
“Con acqua e terra Prometeo plasmò gli uomini e donò loro il fuoco che celò in una ferula, di nascosto da Zeus”  (Apollodoro. I miti greci I,7,1, Milano, Mondadori. 2008, p. 31).

Per questo motivo nella cultura mitologica greca, gli Dei e gli uomini hanno lo stesso aspetto, ed è anche il motivo probabilmente per cui le statue dell’antica Grecia rappresentano le divinità a sembianza umana. 

Prometeo plasma l’essere umano, sarcofago romano, ca 240 a.C., Parigi, Louvre.

La rappresentazione umana delle divinità della cultura greca come Apollo e Afrodite, si è protratta nei secoli, ancora oggi grazie alle opere di Bernini “Apollo e Dafne” e di Botticelli “la Venere”, si conosce universalmente l’immagine delle divinità greche con le sembianze e caratteristiche umane.

Nella cultura Cinese invece, si ritrova una crasi tra corpo animale e corpo umano. Infatti le figure divine corrispondenti ad Apollo e Prometeo nella mitologia Cinese sono Fuxi e Nüwa. Un uomo e una donna entrambe con la testa umana ed il corpo di un serpente. Fuxi viene considerato colui che possiede la capacità di prevedere il future mentre Nüwa è la dea creatrice dell’umanità. Essi vengono spesso rappresentati in coppia, uno legato all’altro e secondo il mito erano fratello e sorella che per creare il mondo decisero di sposarsi.

Nüwa e Fuxi, dipinto su seta, dinastia Tang (651-676), Xinjiang, Museo della regione autonoma Uigura.

L’origine delle divinità

Un’altra differenza ti riguarda l’origine delle divinità. Nella cultura greca gli Dei abitano il cielo e solitamente gli uomini non vi hanno accesso. L’unica eccezione al caso fu Hercules che dopo la sua morte divenne un Dio e salì in cielo. Nella cultura cinese invece esiste un’ intercambiabilità tra divinità e sovrani, spesso il sovrano dopo la morte può diventare una divinità, anche le offerte sascrificali per gli dei potevano essere fatte per onorare sovrani ormai defunti. Questa caratteristica si rispecchia nel carattere Cinese “帝 dì “, che nell’antichità era usato per indicare le divinità, successivamente fu introdotto per indicare il sovrano. 

Nella mitologia cinese ci sono 5 sovrani a carico delle 5 direzioni del cielo pertanto attribuiscono a Fuxi 伏羲 l’est, a Yandi 炎帝 il sud, a Shaohao 少昊 l’ ovest, a Zhuanxu 颛顼 il nord e a Huangdi 皇帝 il centro. In accordo con lo stesso mito si fanno risalire 5 sovrani a capo dell’umanità. Secondo alcune fonti i 5 sovrani sarebbero Huangdi 皇帝. Zhuanxu 颛顼 Diku 帝喾, 尧 yao e 舜 shun. Tra questi Huangdi 皇帝 e Zhuanxu 颛顼 vengono considerati semidei. 

Fuxi 伏羲, Nüwa 女娲 e Shandong 神農, sono considerati i piu antichi sovrani della terra, son chiamati i tre sovrani e usavano i loro poteri magici per migliorare la vita del loro popolo, spesso il termine 三黄 che si usa per riferirsi alle tre divinità viene tradotti in italiano come i tre augusti per distinguerli dai 五帝,che fanno invece riferimento ai 5 sovrani regnanti nella terra. Ai tre augusti si attribuiscono varie identità in diversi testi storici cinesiLo Yundou shu (運斗樞) e lo Yuanming bao (元命苞) li identificano come:

  • Fu Xi(伏羲)
  •  Nüwa (女媧)
  • Shen Nong(神農)

Mentre nelle Memorie di uno storico (史記, Shǐjì) di Sima Qian si sostiene che fossero: 

  • Il sovrano celeste (Tiānhuáng 天皇), che regnò per 18.000 anni
  • Il sovrano terreno (Dìhuáng 地皇), che regnò per 11.000 anni
  • Il sovrano umano (Tàihuáng 泰皇o 人皇Rénhuáng), che regnò per 45.600 anni.

Quello che è evidente in questo secondo paragone è che i confini del mondo tra uomini e divinità, nella tradizione cinese non sono così netti e marcati come nella mitologia greca.
Nella cultura cinese inoltre non vi sono state figure come Omero ed Esiodo, in grado di riportarci a delle fonti uniformi del racconto mitologico. Rimane pertanto una tradizione orale che vede diverse versioni in tutto il territorio Cinese pertanto non vi è una totale uniformità di tradizioni come nella cultura greca ma tante storie differenti. Tuttavia i personaggi protagonisti delle storie mitologiche cinesi rimangono spesso gli stessi e la loro raffigurazione sembra avere uniformità.

Bibliografia:
-Stevens, Keith G. 2001. Chinese Mythological Gods. Oxford University Press.
-Chen Lianshan 陈连山,Zhongguo Shenhua zhuanshuo, 中国神话传说,2008,wuzhou chuanbo chubanshe,五洲传播出版社. Beijing 北京。
– Apollodoro. I miti greci I,7,1. Milano, Mondadori. 2008, p. 31