Il grande balzo nel tempo: Henri Cartier-Bresson e la Cina della pre-rivoluzione comunista

La Rivoluzione comunista cinese 中國新民主主義革命 ebbe inizio nel 1946, subito dopo la guerra sino-giapponese. Il centro focale dell’inizio della rivoluzione è stata la città di Nanchino, città che aveva subito solo qualche anno prima uno dei massacri storicamente più cruenti della Cina.
In questi anni di grandi cambiamenti il partito comunista nato nel 1921 si preparava a una nuova rivoluzione che prese il nome nella storia cinese come la Guerra di liberazione  解放戰爭.

Nello stesso periodo a novembre del 1948 la rivista Life commissionò a Henri Cartier-Bresson un reportage fotografico sugli “ultimi giorni di Pechino”. Il primo viaggio di Bresson in Cina ci riporta non solo un reportage fotografico ma una vera documentazione degli eventi della Cina del 1949. HCB assiste alla caduta del partito nazionalista Kuomintang 国民党, passa poi quattro mesi nella Shanghai comunista, per lasciare la Cina poco prima del primo ottobre del 1949, vale a dire il giorno della nascita della Repubblica Popolare Cinese 中国人民共和国, per ritornarci solo dieci anni dopo nel 1958. 

In questo foto reportage HCB ci riporta le immagini dell’aria e dell’aura che dominava sopra i cieli di Shanghai, Pechino e Nanchino negli ultimi giorni del Kuomintang. Ultimi giorni in cui si segnava il periodo storico decisivo della Cina futura, di una nuova Cina che il 1° Ottobre del 1949 sarebbe diventata ufficialmente Repubblica Popolare Cinese.
Infatti la Cina si era proclamata repubblica il 1° gennaio del 1912 con a capo Sun Tat-sen il padre fondatore della Cina moderna. La stessa data coincide con la caduta ufficiale dello storico impero della Cina con il suo ultimo imperatore Aisin-Gioro Pu Yi.

Quello che è ritratto nella documentazioni di HCB del 1948-49 è una situazione storica unica in cui il popolo cinese si trova schiacciata in un periodo dominato da guerre civili e massacri, tra i lasciti culturali della caduta dell’impero millenario cinese, la recente nascita di una Repubblica di Cina a capo dei nazionalisti del Kuomintang e l’imminente affermarsi della Repubblica Popolare Cinese per mano dei comunisti.

Nella naturalezza dagli scatti di HCB emergono alcuni elementi di questo particolare periodo storico. In una delle foto del 1948 troviamo infatti il ritratto di un eunuco della corte imperiale dell’ultima dinastia cinese, in un altro scatto fatto a dicembre dello stesso anno ritroviamo la folla della corsa all’oro. In seguito alle indicazioni date dal Kuomintang, mentre il valore della carta moneta affondava, il governo in carica distribuiva 50 grammi d’oro a persona e a dicembre, migliaia di persone sono uscite fuori avvolte dal freddo ad aspettare per ore in fila davanti alle banche per l’assegnazione dell’oro.

Un eunuco della Corte imperiale dell’ultima dinastia Cinese, Pechino, Cina dicembre 1948, ©Henri-Cartier Bresson | Magnum Photos,
Gold Rush. At the end of the day, scrambles in front of a bank to buy gold. The last days of Kuomintang, Shanghai, 23 December 1948. © Fondation Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos

Nell’anno del 1948 la Cina si preparava nuovamente a grandi cambiamenti, le truppe del Kuomintang ( Partito Nazionalista Cinese) e i soldati del Partito Comunista Cinese che si erano uniti al fronte contro i giapponesi, si trovavano in un’aspra guerra civile. In questo scatto apparentemente innocente in cui una sorella porta in spalle il fretellino si trova un amaro confronto con la storia del momento in cui è stata scattata. Siamo a Nanchino nel 1948 e la propaganda comunista si fa sempre più forte. Sui cartelloni di propaganda dietro ai due bambini si legge “粛清蔣介石匪軍” “purghiamo le truppe bandite di Chiang KaiShek”, e “粉碎蔣匪破壊…” “fracassiamo il bandito Chiang Kai-Shek…”. Dal luglio 1946 la Cina è stata dilaniata dalla guerra civile tra le forze comuniste di Mao Tse-Tung 毛泽东 e le forze Nazionaliste (国民党, Kuomintang) del generale Chiang Kai-shek 蔣介石, Jiǎng Jièshí.

I comunisti guadagnarono terreno e nel dicembre del 1948 e assediarono Pechino. Se da un lato abbiamo un Kuomintang che cerca di resistere nelle città di Nanchino e Shanghai, dall’altro lato abbiamo una città di Pechino che non sembra rendersi conto dei cambiamenti in corso.

Incontro culturale al Canidromo di Shanghai, 4 luglio 1949.
Foto della Fondazione Henri Cartier-Bresson / Magnum
La mattina presto, nella Città Proibita, si riuniscono diecimila nuove reclute per formare un reggimento nazionalista. Pechino, dicembre 1948 © Fondation Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos

All’epoca in cui sono scattate le fotografie di Bresson le strade erano popolate dalla gente che ci viveva e negli scatti è possibile vedere l’umanità colta nella loro vita normale o in procinto di essere annientati da eventi incomprensibili. L’essere umano è al centro dell’opera di Bresson e forse proprio per questo che a distanza di anni le fotografie scattate nel 1948 in Cina rimangono a testimoniare “La verità dei piccoli fatti”. (P.Assouline)

Alcuni di questi scatti insieme ad altri fanno parte delle 385 fotografie della Master Collection di Henri-Cartier Bresson, che nasce all’inizio degli anni settanta del novecento, su richiesta dei suoi amici di lunga data e collezionisti John e Dominique de Meni La Master Collection. Palazzo Grassi a Venezia ospita fino a Marzo 2021 la mostra “Henri Cartier-Bresson. Le Grand Jeu” in cui è possibile vedere alcuni degli scatti realizzati da Bresson in Cina.

Bibliografia:

G.Samarani, La Cina contemporanea. Dalla fine dell’Impero ad oggi , Torini, Einaudi, 2017

W.Wenders, F.Pinault, A.Leibovitz, J.Cercas, S. Aubenas, M.Humery, Henri Cartier-Bresson-Le Grand Jeu, Venezia, Marsilio, 2020

M.Frizot, Y.l.Su, Henri Cartier-Bresson In Cina, Contrasto, 2019

Un ABC della pittura paesaggistica Cinese

Tra le prime ricerche di pittura associate all’arte cinese che emergono nel web, alla voce “pittura cinese” o “storia dell’arte cinese” ci si imbatte inevitabilmente sull’arte paesaggistica cinese. Nello scorrere delle immagini di epoche e stili diversi ci si ritrova di fronte a una grande confusione su quello che è la pittura paesaggistica cinese ma soprattutto si è confusi difronte alla capacità di riconoscere i principali maestri in grado di dare una prima mappatura temporale e stilistica a quest’arte millenaria

La pittura paesaggistica cinese e della Cina stessa è sinonimo di cultura e arte tradizionale, questo tipo di pittura rappresenta anche quelle che sono le caratteristiche della mentalità e della cultura cinese. Quando parliamo di pittura cinese, ci riferiamo soprattutto alla pittura tradizionale cinese, che è conosciuta come 国画 GuoHua, che significa “pittura nazionale”, in contrapposizione agli stili artistici occidentali.

La pittura cinese è dipinta su carta di riso o seta con un pennello da scrittura cinese immerso in acqua, inchiostro o colore, e comporta essenzialmente le stesse tecniche della calligrafia. Quindi i quattro elementi essenziali utilizzati nella creazione della pittura cinese sono il pennello, l’inchiostro, la carta e la pietra d’inchiostro. La pittura tradizionale può essere eseguita anche su fogli di album, pareti, lacche, schermi pieghevoli e altri supporti.

I fattori più importanti per la pittura cinese sono lo stretto rapporto con la personalità del pittore e la filosofia cinese, unica nel suo genere. Sono addestrati non solo a trasmettere gli oggetti, ma anche ad esprimere lo stato d’animo e lo spirito del soggetto. I cinesi credono anche che il dipinto sia l’espressione della conoscenza e del temperamento del pittore. In questo modo la pittura cinese diventa qualcosa di molto più dell’arte.

Nella filosofia cinese è centrale il coesistere dell’unità del cielo, della terra e degli esseri umani. Gli esseri umani sono parte del cielo e della terra circostanti formano un unico insieme. Questo è il motivo per cui i dipinti cinesi sono semplici nella composizione e pieni di armonia, equilibrio generale e pace con tutto il creato. Quello che i pittori cinesi cercano di esprimere non è ciò che incontra l’occhio, ma il loro atteggiamento verso la Grande Natura il pittore cinese ha un profondo amore e un’ammirazione per la natura, fa parte della cultura cinese, delle pratiche religiose e del loro bisogno di dipendere dalla natura per sopravvivere. L’arte tradizionale cinese enfatizza l’integrazione tra soggetto e oggetto, il che significa che il suo punto di forza è lo stretto rapporto tra l’uomo e la natura, invece della conquista forzata della natura stessa.

Il filosofo Zhuang Zi spiega il concetto di integrazione completa alla natura e all’unità in questa frase: “Dimentico me stesso come soggetto, poi mi trasferisco nell’unità della natura e delle persone.” Pertanto si può comprendere quanto la pittura paesaggistica sia importante per la tradizione cinese. Le rappresentazioni paesaggistiche cinesi descrivono la fusione e l’immersione del soggetto nella natura rappresentata. Per secoli i pittori cinesi hanno rappresentato la Cina attraverso la pittura paesaggistica e hanno trasmesso al mondo occidentale la visione del mondo cinese secondo quelle caratteristiche tradizionali.

Xia Gui (夏珪, fl. 1180-1230), Remote View of streams and hills, Song Dynasty, Handscroll, ink on paper, 46.5 x 889.1 cm
National Palace Museum, Taipei

Qual’è lo stile della pittura paesaggistica?

La pittura di paesaggio è tradizionalmente in cima alla gerarchia degli stili pittorici cinesi. È molto popolare ed è associata a un raffinato gusto scientifico. Il termine cinese di “paesaggio” è composto da due caratteri 山水 Shanshui che significano “montagna e acqua”. Questo termine è legato alla filosofia del Taoismo, che sottolinea l’armonia con il mondo naturale. In Cina infatti, le montagne sono associate alla religione perché salgono verso il cielo, la gente crede quindi che guardare i dipinti di montagna faccia bene all’anima e che porti il soggetto che osserva a elevare il proprio spirito.

La pittura cinese in generale è vista anche come un’estensione della calligrafia, usa infatti le stesse pennellate. I colori sono sobri e sottili e i dipinti sono di solito creati con inchiostro su carta, con una piccola quantità di acquerello. Non sono incorniciati o smaltati, ma montati su seta in diversi formati come pergamene appese, volantini, foglie di album e dipinti a ventaglio.

Tuttavia si distinguono due principali generi di pittura paesaggistica cinese il Gongbi 工笔画 e lo Xieyi 写意画.

Lo stile di pittura Gongbi 工笔画, che significa “meticoloso”, è una tecnica realista nella pittura cinese. Utilizza pennellate molto dettagliate che delimitano i dettagli in modo molto preciso e senza variazioni indipendenti o espressive. Spesso è molto colorato e di solito raffigura soggetti figurali o narrativi, veniva praticata da artisti che lavoravano per la corte reale o in laboratori indipendenti.
D’altronde lo stile 写意画 Xieyi, che significa pittura a mano libera o pittura a inchiostro, è anche detta 水墨画 Shui-mo (“acqua e inchiostro”), ovvero è chiamato pittura ad acquerello o a pennello. Questo tipo di pittura è anche conosciuta come “pittura dei letterati”, in quanto era una delle “Quattro Arti” della classe ufficiale degli studiosi cinesi.

Chi sono i principali autori Cinesi di pittura paesaggistica?

Ci sono stati molti grandi pittori nella ricca storia dell’arte cinese dal III secolo fino all’era moderna. L’arte cinese è famosa soprattutto per la pittura di paesaggio e alcuni dei più grandi capolavori paesaggistici sono stati dipinti da artisti cinesi. Il periodo dalle Cinque Dinastie alla del Nord (907-1127 d.C.) è considerato come la “Grande epoca del paesaggio cinese”. Tuttavia la pittura di paesaggio ha visto nascere maestri di questo stile in diverse epoche e con diversi stili e metodi narrativi.

GU KAIZHI 顧愷之

GU KAIZHI 顧愷之

Lifespan: c. 344 – 406

Period: Jin Dynasty

Considerato il fondatore della pittura cinese, Gu Kaizhi è l’artista più rinomato della dinastia Jin. Ha scritto tre libri sulla teoria della pittura che hanno avuto una profonda e grande influenza sulla pittura cinese per molti secoli a venire. Anche se nessuno dei suoi originali è sopravvissuto, la sua arte sopravvive grazie alle copie di alcuni dipinti su rotoli di seta che gli sono stati attribuiti. Gu è noto per la sua attenzione ai dettagli e per la cattura di espressioni vivide dei suoi soggetti che ne rivelano lo spirito. Ha acquisito uno status leggendario nell’arte cinese e la sua linea pittorica è nota a tutti: “Nei dipinti di figura i vestiti e le apparenze non sono molto importanti. Gli occhi sono lo spirito e il fattore decisivo”.

顧愷之Gu Xiangzhi, Detail of The Admonitions of the Instructress to the Court Ladies (女史箴圖), Jin Dynasty

L’arte di Gu è oggi conosciuta attraverso le copie di tre dipinti su carta velina di seta a lui attribuiti: Ammonizioni dell’Istruttrice al Palazzo delle Signore (女史箴圖), Ninfa del fiume Luo (洛神賦), e Donne sagge e benevole (列女仁智圖).

顧愷之 Gu Xiangzhi, Detail of The Admonitions of the Instructress to the Court Ladies (女史箴圖), Jin Dynasty

LI CHENG 李成

Li Cheng, Fan Kuan e Dong Yuan erano considerati i Tre Maestri del Paesaggio della dinastia Song , tra loro Li Cheng era il più anziano.

LI CHENG 李成

Lifespan: c. 919- c 967

Period: Song Dynasty

Li Cheng ha contribuito immensamente a una delle età dell’oro della pittura di paesaggio nella storia del mondo. Durante il suo tempo è stato considerato il miglior paesaggista di sempre. Li ha creato molti dipinti di paesaggio, soprattutto dell’area dello Shandong. Molti di essi sono in inchiostro diluito che conferisce loro un aspetto nebbioso questo metodo diventò noto come “trattare l’inchiostro come l’oro”. Li aveva un modo molto particolare di rappresentare gli elementi naturali del paesaggio, infatti disegnava le pietre come nuvole in movimento, e per questo motivo assunse il nome di “texture a nuvola”, allo stesso modo disegnava i rami del bosco come “chele di granchio”. È ricordato soprattutto per i paesaggi invernali da lui creati e per le semplici composizioni di alti e vecchi sempreverdi in un paesaggio arido.

FAN KUAN 范寬

FAN KUAN 范寬

Lifespan: c. 960 – c. 1030

Period: Song Dynasty

Nella dinastia Song (960-1279), pittori paesaggisti come Fan Kuan (范寬), hanno creato nuove maniere basate sulle tradizioni precedenti. Guidati dal gusto degli imperatori, in particolare di Zhao Ji (趙佶), i pittori dell’accademia di corte si sono concentrati sull’osservazione della natura combinata con il “sentimento poetico” per rafforzare l’espressione sia del soggetto che dell’artista. L’attenzione al sentimento poetico ha portato alla combinazione di pittura, poesia e calligrafia (le “Tre Perfezioni”) nella stessa opera (spesso come foglia di un album o fan) della dinastia dei Song meridionali (1127-1279). Gli studiosi della dinastria del Nord (960-1126) pensavano che la pittura come arte dovesse andare oltre la semplice “apparenza delle forme” per esprimere le idee e la coltivazione dell’artista. Questo divenne il fondamento del movimento noto come pittura letteraria.

Nel pennello e nell’inchiostro, Fan Kuan ha scelto di utilizzare un disegno lento e un’inchiostro pesante. Per rappresentare meglio l’aspetto chiaro delle montagne e delle rocce, Fan Kuan ha ideato un metodo testuale basato sulle caratteristiche geologiche locali. I tratti erano brevi, asciutti, bagnati e densi, sovrapposti, che assomigliavano ai tratti obliqui di una doccia alla parete. Per questo motivo questa texture è stata chiamata ” texture del battito di pioggia”, o “Raindrops Texture”. Questo metodo esaltava la solidità delle rocce, anche gli alberi nella foto venivano dipinti di nero, come le case di ferro.

Con la combinazione di queste caratteristiche, i dipinti paesaggistici di Fan Kuan hanno dato allo spettatore una sorta di sensazione particolarmente dura e densa. Inoltre, il paesaggio nel dipinto era chiaro e reale, dando allo spettatore un’immagine sporgente e un senso di pressione che arrivava al volto. La maggior parte dei critici di pittura lo aveva elogiato molto, ritenendo che fosse la persona che fin dall’antichità era in grado di dipingere la montagna con la grande forza e carattere.

Tra le sue opere più rappresentative si ricorda “Travelers Among Mountains and Streams 溪山行旅图“.

Fan Kuan 范寬 Travelers Among Mountains and Streams 溪山行旅图, Museo del Palazzo Nazionale, Taipei

DONG YUAN 董源,

DONG YUAN 董源,

Lifespan: c. ? – c. 962

Period: Song Dynasty

Dong Yuan era famoso soprattutto per i suoi dipinti di paesaggio a inchiostro monocromatico. Proseguendo la tradizione paesaggistica che si era sviluppata nel medio e nel tardo Tang, lui e altri tre celebri artisti, tutti attivi nel X secolo, vennero chiamati “Jing (Jing Hao), Guan (Guan Tong), Dong (Dong Yuan), Ju (Juran)”. Mentre Jing Hao e il suo allievo Guan Tong rappresentavano la Scuola settentrionale di pittura di paesaggio, Dong Yuan e il suo allievo Juran furono i pionieri della Scuola meridionale. Dei quattro, l’influenza di Dong Yuan è stata storicamente la più significativa.

I tratti originali di Dong Yuan in “fibra di canapa” (披麻皴) erano tecnicamente adatti a ritrarre le morbide e ondulate montagne del sud. Eccelleva nella rappresentazione di un soggetto costruendo punti e linee che avevano l’aspetto di essere dipinti a caso, ma in realtà erano in realtà molto sottilmente disposti. Shen Kuo (1031-1095), il famoso studioso e scienziato, ha detto: “Usa il pennello in modo così grossolano che un dipinto non ha alcun senso se esaminato da vicino, ma se guardato da lontano è vivido e attraente, come se vedesse un mondo fiabesco (其用筆甚草草, 其用筆甚草草,近視之幾不類物象,遠觀則景物粲然,幽情遠思,如睹異境)”.

Dong Yuan, Awaiting the Ferry at the Foot of the Mountains in Summer 夏景山口待渡圖, Handscroll, ink and light color on silk, 49.8 x 329.4 cm, Liaoning Provincial Museum, Shenyang
Dong Yuan, Wintry Groves and Layered Banks (寒林重汀圖),
Hanging scroll, ink and light color on silk, 181.5 x 116.5 cm
Kurokawa Institute of Ancient Cultures, Nishinomiya, Hyogo, Japan
Dong Yuan, Riverbank (溪岸圖),
Hanging scroll, ink and color on silk, 220.3 x 109.2 cm, The Metropolitan Museum of Art, New York

HUANG GONGWANG 黃公望

HUANG GONGWANG 黃公望

Lifespan: 1269 – 1354

Period: Yuan Dynasty

I “Quattro grandi maestri della dinastia Yuan” hanno avuto un effetto profondo e duraturo sull’arte cinese. Tratti come l’individualità dell’espressione, la pennellata per rivelare lo spirito interiore invece dell’aspetto esteriore e la soppressione dell’aspetto decorativo, anche realistico, a favore della sobrietà segnano le opere dei grandi maestri della dinastia Yuan. Huang Gongwang è il più antico e il più famoso dei Quattro Maestri. Oggi è considerato il pittore letterato (pittura a inchiostro) più bravo di tutti i tempi. La sua opera “Abitare sulle montagne di Fuchun” è considerata uno dei più grandi capolavori dell’arte cinese.

“Abitare sulle montagne di Fuchun” (in cinese: 富春山居圖) è una delle poche opere sopravvissute del pittore Huang Gongwang ed è considerata una delle sue opere più grandi nonché una delle opere d’arte più conosciute e rappresentative in cinese pittura tradizionale di paesaggio. Dipinto tra il 1348 e il 1420, il paesaggio cinese fu bruciato in due pezzi nel 1650. Oggi, un pezzo è conservato nel Museo Provinciale di Zhejiang a Hangzhou, mentre l’altro pezzo è conservato nel National Palace Museum di Taipei. L’intero dipinto insieme misurerebbe 691,3 cm di lunghezza.

Huang Gongwang 黃公望 (1269-1354), una sezione di “Abitare sulle montagne di Fuchun”, 富春山居圖, 691,3 cm, Museo Provinciale di Zhejiang a Hangzhou e National Palace Museum di Taipei
Huang Gongwang 黃公望 (1269-1354), Particolare di “Abitare sulle montagne di Fuchun”, 富春山居圖, 691,3 cm, Museo Provinciale di Zhejiang a Hangzhou e National Palace Museum di Taipei

TANG YIN 唐寅

TANG YIN 唐寅

Lifespan: 1470 – 1524

Period: Ming Dynasty

Tang Yin conosciuto anche come Tang Bohu (唐伯虎), è uno dei pittori più notevoli nella storia dell’arte cinese. Viene incluso come uno dei “Quattro maestri della dinastia Ming” (明四家,Ming Si Jia), che comprende anche Shen Zhou (1427-1509), Wen Zhengming (1470-1559) e Qiu Ying (1495-1552 circa). La sua influenza sull’arte dei contemporanei, è notevole.

Lo stile di vita eccentrico di Tang ha spinto i narratori a immortalarlo come personaggio ingannevole del folklore cinese. In una di queste storie, si innamora di una schiava che intravede sulla barca di un alto funzionario di passaggio a Suzhou. Egli stesso viene venduto come schiavo alla famiglia del funzionario per potersi avvicinare a lei. Con l’aiuto dei suoi amici, alla fine riesce a riportarla a casa.

Tang Yin ha perfezionato una mano ammirevole in scrittura semicurva (conosciuta anche come scrittura in esecuzione). Le sue poesie toccano temi che persone come Wen Zhengming o il vecchio Shen Zhou non avrebbero mai ripreso. Tang sembra costretto a trattare gli elementi di base dell’uomo: invidia, venalità e cupidigia. La tragica incompiutezza, spinta dalla fede nell’inesorabilità del destino e dall’amarezza della verità ultima, permea le sue poesie più ponderate. A volte è sopraffatto da un tragico dolore per la perdita dell’innocenza infantile; a volte anche l’amore è irto di rovina e infelicità. Quelle poesie che riescono a cominciare su una nota di ottimismo spesso finiscono su una nota di rammarico.

Tang Yin, Making Tea (事茗圖) Ming Dynasty (1368–1644)
Handscroll, ink and color on paper, 31.1 x 105.8 cm, Palace Museum, Beijing
Clearing after Snow at the Han Pass
(函關雪霽圖) 
Tang Yin (唐寅,1470-1524), Ming Dynasty (1368-1644) 
Hanging scroll, ink and light color on silk, 69.9 x 37.3 cm, National Palace Museum, Taipei

Court Ladies in the Shu Palace (王蜀宮妓圖)
Tang Yin (唐寅,1470-1524), Ming Dynasty (1368-1644)
Hanging scroll, ink and color on silk, 124.7 x 63.6 cm, Palace Museum, Beijing
Birds and Bamboos in the Rain (雨竹小鳥圖)
Tang Yin (唐寅,1470-1524), Ming Dynasty (1368-1644)
Hanging scroll, ink on paper, 86 x 33.5 cm, Cheng Shifa Collection Gallery at Shanghai Chinese Painting Academy, Shanghai

BADA SHANREN 八大山人
Zhu Da (朱耷)

BADA SHANREN

Lifespan: 1626 – 1705

Period: Qing Dynasty

Bada Shanren 八大山人 letteralmente significa ” uomo di montagna delle 8 grandezze”, nasce con il nome di Zhu Da 朱耷 è stato un pittore e calligrafo cinese di nobile lignaggio, essendo un discendente della dinastia Ming del Principe di Ning (寧王)-Zhu Quan (朱權).

Bambino prodigio, Zhu Da ha iniziato a dipingere e a scrivere poesie nella sua prima infanzia. Dopo il crollo della dinastia Ming, Zhu Da divenne un monaco buddista nel 1648. Forse la caduta di quella dinastia e la morte di suo padre, più o meno nello stesso periodo, gli hanno causato qualche disturbo psichico, e potrebbe aver aleggiato tra la vera follia e la creatività appassionata. Alla fine lasciò il chiostro buddista e iniziò a mostrare un comportamento selvaggiamente erratico – come scrivere il carattere cinese “muto (哑, ya)” e attaccarlo alla sua porta per poi rifiutarsi di parlare.

Nei suoi dipinti, di solito a inchiostro monocromo, a creature come uccelli e pesci viene data una personalità curiosa, lucente, a volte anche perversa. Il suo stile semplice e umido cattura l’essenza stessa dei fiori, delle piante e delle creature che ritrae.

Tra le sue opere principali vi sono : Bamboo, Rock, and Mandarin Ducks , Lotus and Duck e Double Fish.

Bamboo, Rock, and Mandarin Ducks - Bada Shanren
Bada Shanren 八大山人,Bamboo, Rock, and Mandarin Ducks

QI BAISHI 齐白石

QI BAISHI 齐白石, 

Lifespan: 1864 – 1957

Period: Qing Dynasty – RPC

Uno dei più grandi pittori cinesi contemporanei, Qi Baishi è noto per non essere influenzato dagli stili occidentali come la maggior parte dei pittori del suo tempo. Può essere considerato come l’ultimo grande pittore tradizionale cinese. Qi Baishi ha dipinto quasi tutto, dagli insetti ai paesaggi. È molto apprezzato nell’arte cinese per “la freschezza e la spontaneità che ha portato ai generi familiari di uccelli e fiori, insetti ed erbe, eremiti-studiosi e paesaggi”. Nel 1953, 4 anni prima della sua morte, Qi Baishi è stato eletto presidente dell’Associazione degli artisti cinesi. Nel 2008 un cratere su Mercurio è stato chiamato Qi Baishi in suo onore. La sua arte rimane molto apprezzata e nel 2011 il suo dipinto “Aquila in piedi sull’albero di pino” è stato venduto per 65,5 milioni di dollari.

WU GUANZHONG 吴冠中

WU GUANZHONG 吴冠中

Lifespan: 1919 – 2010

Period:  RPC

Ampiamente considerato come il fondatore della pittura moderna cinese, Wu Guanzhong ha catturato vari aspetti della Cina nei suoi dipinti come l’architettura, le piante, gli animali, le persone e i paesaggi. Wu è stato influenzato dall’arte post-impressionista e ha continuato a fondere lo stile occidentale e quello cinese per creare una forma unica di arte moderna. Anche se la maggior parte delle sue prime opere sono state distrutte durante la Rivoluzione Culturale in Cina, molti dei suoi dipinti, in particolare i paesaggi astratti, continuano a ispirare gli artisti. Nel 1992 è diventato il primo artista cinese vivente le cui opere sono state esposte al British Museum. Wu Guanzhong rimane uno degli artisti contemporanei più rinomati al mondo.

Fonti:
https://www.comuseum.com/
https://baike.baidu.com/item/%E5%9B%BD%E7%94%BB/5323?fr=aladdin

L’universo secondo la mitologia cinese

L’origine dell’universo

L’universo e tutto quello che racchiude da dove hanno avuto origine?

Dagli uomini dell’antichità fino agli scienziati contemporanei, ci si è sempre posto questo quesito. La risposta a questa domanda secondo la tradizione cinese rappresenta il livello di sviluppo della civiltà umana. 

Secondo la logica del pensiero degli uomini dell’antichità, l’origine delle cose è determinata dall’essenza stessa di esse. Per questo motivo, indagare sull’origine delle cose corrisponde ad indagare sull’essenza stessa delle cose. Secondo i miti e le leggende per rispondere alla domanda sull’origine dell’universo vuol dire indagare proprio sull’essenza stessa dell’universo. Solo tenendo in pugno l’origine dell’universo ( nonché l’essenza dell’universo), le strutture della conoscenza e dei valori dell’umanità avranno una base solida e affidabile. 

In questo viaggio nei miti e leggende cinesi, iniziamo proprio dall’origine mitologica dell’universo. In accordo con il mito cinesem la storia dell’origine dell’universo viene fatta risalire a principalmente a due storie, quella sul Caos Hundun e quella su Pangu.

Il caos Hundun

L’universo è uno spazio sconfinato e un tempo infinito. All’interno dell’universo ci sono numerosissime e coloratissime tipologie differenti di cose.  Quando gli uomini dell’antichità ricercarono l’origine dell’universo, si sforzano di ridurre tutto all’esistenza più primitiva. Infatti ci sono alcune etnie che riconducevano l’origine all’acqua, altre etnie invece indicavano l’aria. 

Gli antichi cinesi andarono oltre alle cose materiali e descrissero l’esistenza primordiale come il Caos- Hundun. Essi credevano infatti che prima della nascita dell’universo non esistesse né la terra né il cielo non ci fosse né la luce e nemmeno il buio ma solo il Caos. Il caos pareva essere un cumulo nebuloso cupo e imperscrutabile, che non ha forma, né colore né suono e che non emette nemmeno alcun odore. Il Caos è uno stato vago che non può essere percepito, e ancor meno riconosciuto.

Durante il periodo degli Stati Combattenti ( 475 a.c – 221 a.c. ) il filosofo Zhuangzi descrive il Caos secondo questa storia: “Hundun – il Caos, era il governatore della terra di mezzo, tuttavia Hundun – il Caos, non ha né naso, né occhi né bocca né orecchie. I suoi amici Hou – l’imperatore del mare del sud, e Hu – governatore del mare del Nord, giungono in aiuto di Hundun – il Caos e decidono di aiutarlo aprendo dei fori su Hundun – il Caos. Ogni giorno per sette giorni avrebbero aperto un foro, il risultato fu però che Hundun morì. 

Tutte le caratteristiche del caos sono al di là del sistema umano della realtà, è un’esistenza soprannaturale, è il concetto più completo dell’origine dell’universo. La morte del caos annuncia la nascita dell’universo.

Pangu che aprì il cielo ed espanse la terra 

Pangu è il grande dio della creazione del mondo nella mitologia cinese. Riguardo a questo mito esistono due storie una è la creazione del mondo, l’altro è l’incarnazione post-mortem del Tutto. 

Durante il periodo dei Tre Regni, (220-280 d.C) nel testo” 三五历纪 (san wu li ji)”  Xu Zheng descrisse l’origine del mondo presentando il Caos – Hundun simile ad un uovo. Con il passare del tempo, all’interno di questo uovo lentamente si originò Pangu. Pangu crebbe all’interno di Hundun ( il Caos,) per 18 mila anni, il corpo crebbe sempre più diventando enorme tanto che Hundun non riuscì più a contenerlo, perciò lo divise in Yangqi e Yinqi,  e fece salire Yang in cielo e mentre Yin scese a costituire la terra. Penggu si erse nel mezzo tra il cielo e la terra, crescendo ogni giorno di zhang[1]. In seguito alla crescita di Pangu, anche il cielo si innalzava ogni giorno e la terra diventava sempre più spessa. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, trascorsero così altri 18.000 anni. Il corpo di Pangu crebbe fino a raggiungere 90.000 metri, il cielo era estremamente alto e la terra era estremamente spessa, e nella distanza tra cielo e terra c’era proprio il corpo di Pangu- ovvero 90.0000 metri.

Pangu che aprì il cielo e espanse la terra è considerato uno dei più grandi miracoli nella mitologia. Per spiegare la nascita del cielo, gli antichi attraverso l’immaginazione magica crearono 盘古 pangu con un corpo infinitamente grande. 

Analizzando cesondo il diesgno mitologico, questo mito presenta due tematiche principali: una è Hundun- il caos; l’altro è l’universo uovo, ovvero ridurre l’origine dell’universo a un uovo d’uccello. 

La mitologia di pangu unisce in modo intelligente i due motivi, riuscendo con successo a realizzare il progresso naturale della trama mitologica.

Nel libro “五运力年记 ( wu yun li nian ji, calendario dei 5 elementi)” viene raccolta la storia del corpo di Pangu in una versione differente da quella sopra citata. Si narra che Pangu arrivò alla fine della sua vita e proprio prima che morisse il suo corpo mutò completamente: il suo occhio sinistro si trasformò in Sole, quello destro in Luna, i capelli e la barba diventarono le stelle del cielo; il suo fiato divenne vento e nuvole, la sua voce si trasformò in tuoni rimbombanti, i suoi quattro arti divennero i quattro punti cardinali della terra quadrata ( I cinesi antichi credevano infatti che la terra fosse quadrato e il cielo fosse rotondo ),  l’enorme corpo di trasformò nella Grande Montagna Orientale, il suo sangue si fece fiume, le costole diventarono il grano della terra, i muscoli divennero il suolo del terreno coltivabile, la pelle e i peli si trasformarono in vegetazione, le ossa e i denti diventarono metalli e rocce, il sudore che scorre su tutto il corpo diventò la pioggia e la rugiada che bagna tutte le cose e dal suo fallo prese forma il primo essere umano.

“Pangu apre il cielo e la terra”, rappresentazione di Liang Qide

Le figure mitologiche cinesi sono molto ricorrenti ancora oggi in molti film, in serie tv, cartoni animati e videogiochi. Hundun è ripreso infatti dal video gioco Warriors Orochi 3 ma è anche un personaggio della serie televisiva Nickelodeon Kung Fu Panda: Leggende di Awesomeness.


[1] Metro di misura Cinese che dal 1912 la Republica Popolare di Cina fece equivalere a 3,2 metri


Bibliografia:

-Stevens, Keith G. 2001. Chinese Mythological Gods. Oxford University Press.
-Chen Lianshan 陈连山,Zhongguo Shenhua zhuanshuo, 中国神话传说,2008,wuzhou chuanbo chubanshe,五洲传播出版社. Beijing 北京

Mitologie a confronto

Secondo la tradizione Cinese l’umanità vive e si riproduce nello spazio in mezzo alla vastità del cielo e alla sconfinatezza della terra. Gli uomini usano la saggezza e l’immaginazione per spiegare costantemente il mondo e la vita. Durante il processo di creazione dei beni materiali, l’uomo ha anche creato una vasta e ricca raccolta di beni spirituali. Questi beni immateriali detti anche dello spirito, sono proprio i miti e le leggende dell’antichità.

I miti e le leggende ci narrano storie di spiriti, divinità ed eroi e tra queste storie sono incluse quelle sull’origine dell’universo, degli dei e dell’umanità; vi sono anche storie su come gli dei hanno dominato il mondo e l’hanno governato, storie sul rapporto misterioso tra gli uomini e gli dei ma anche storie che raccontano le grandi imprese degli eroi dell’antichità. Secondo la tradizione cinese, gli dei o spiriti sono la ragione dell’esistenza umana dai quali ha origine anche il destino dell’umanità. I miti riuniscono le credenze, i valori le filosofie, la scienza e la storia dell’umanità antica, rappresentano una sorta di miniatura della vita spirituale dei santi dell’antica civiltà. 

I miti erano molto diffusi, non solo nella Cina antica ma anche nelle popolazioni europee. Ogni gruppo etnico aveva le proprie storie e per la varietà dei gruppi etnici, nel loro modo di vivere,nel loro progresso culturale e storico, anche le storie stesse subivano caratteristiche molto varie e diverse tra loro. 

La Cina rappresenta una delle civiltà orientali più antiche e all’epoca antica si fanno risalire tre gruppi etnici principali: 

  • I Catai o Huaxia华夏, gli antenati dell’etnia Han che vivevano perlopiù nella zona centrale della Cina antica
  • l’etnia Dongyi 东夷, un gruppo etnico che viveva nell’estremo Est della Cina vicino alla costa 
  • l’etnia Miaoman 苗蛮,un gruppo etnico del sud della Cina antica.

Con il trascorrere dei millenni si sono formate anche altri gruppi etnici in Cina, tuttavia i miti e le leggende si fanno risalire principalmente ai miti dell’etnia Huaxia 华夏- Catai che ha gradualmente assimilato parte delle leggente e dei miti delle altre due etnie Dongyi 东夷 e Miaoman 苗蛮.

Volendo mettere a confronto oriente e occidente, si può considerare che la civiltà occidentale antica sia rappresentata in gran parte da quella Greca.  Attraverso questo confronto che ho voluto fare, conoscendo bene le due culture, emerge che la storia mitologica delle due antiche civiltà presentano differenze di interpretazione e di narrazione sulla storia mitologica e sull’origine del mondo. 

Raffigurazione delle divinità

Una prima differenza tra le due mitologie è legata all’aspetto delle figure divine. Infatti nel mondo dell’antica Grecia gli Dei hanno un aspetto umano, si racconta di Prometeo che ricevette da Zeus l’incarico di forgiare l’uomo. Prometeo lo modellò dal fango a propria sembianza e lo animò con il fuoco.
“Con acqua e terra Prometeo plasmò gli uomini e donò loro il fuoco che celò in una ferula, di nascosto da Zeus”  (Apollodoro. I miti greci I,7,1, Milano, Mondadori. 2008, p. 31).

Per questo motivo nella cultura mitologica greca, gli Dei e gli uomini hanno lo stesso aspetto, ed è anche il motivo probabilmente per cui le statue dell’antica Grecia rappresentano le divinità a sembianza umana. 

Prometeo plasma l’essere umano, sarcofago romano, ca 240 a.C., Parigi, Louvre.

La rappresentazione umana delle divinità della cultura greca come Apollo e Afrodite, si è protratta nei secoli, ancora oggi grazie alle opere di Bernini “Apollo e Dafne” e di Botticelli “la Venere”, si conosce universalmente l’immagine delle divinità greche con le sembianze e caratteristiche umane.

Nella cultura Cinese invece, si ritrova una crasi tra corpo animale e corpo umano. Infatti le figure divine corrispondenti ad Apollo e Prometeo nella mitologia Cinese sono Fuxi e Nüwa. Un uomo e una donna entrambe con la testa umana ed il corpo di un serpente. Fuxi viene considerato colui che possiede la capacità di prevedere il future mentre Nüwa è la dea creatrice dell’umanità. Essi vengono spesso rappresentati in coppia, uno legato all’altro e secondo il mito erano fratello e sorella che per creare il mondo decisero di sposarsi.

Nüwa e Fuxi, dipinto su seta, dinastia Tang (651-676), Xinjiang, Museo della regione autonoma Uigura.

L’origine delle divinità

Un’altra differenza ti riguarda l’origine delle divinità. Nella cultura greca gli Dei abitano il cielo e solitamente gli uomini non vi hanno accesso. L’unica eccezione al caso fu Hercules che dopo la sua morte divenne un Dio e salì in cielo. Nella cultura cinese invece esiste un’ intercambiabilità tra divinità e sovrani, spesso il sovrano dopo la morte può diventare una divinità, anche le offerte sascrificali per gli dei potevano essere fatte per onorare sovrani ormai defunti. Questa caratteristica si rispecchia nel carattere Cinese “帝 dì “, che nell’antichità era usato per indicare le divinità, successivamente fu introdotto per indicare il sovrano. 

Nella mitologia cinese ci sono 5 sovrani a carico delle 5 direzioni del cielo pertanto attribuiscono a Fuxi 伏羲 l’est, a Yandi 炎帝 il sud, a Shaohao 少昊 l’ ovest, a Zhuanxu 颛顼 il nord e a Huangdi 皇帝 il centro. In accordo con lo stesso mito si fanno risalire 5 sovrani a capo dell’umanità. Secondo alcune fonti i 5 sovrani sarebbero Huangdi 皇帝. Zhuanxu 颛顼 Diku 帝喾, 尧 yao e 舜 shun. Tra questi Huangdi 皇帝 e Zhuanxu 颛顼 vengono considerati semidei. 

Fuxi 伏羲, Nüwa 女娲 e Shandong 神農, sono considerati i piu antichi sovrani della terra, son chiamati i tre sovrani e usavano i loro poteri magici per migliorare la vita del loro popolo, spesso il termine 三黄 che si usa per riferirsi alle tre divinità viene tradotti in italiano come i tre augusti per distinguerli dai 五帝,che fanno invece riferimento ai 5 sovrani regnanti nella terra. Ai tre augusti si attribuiscono varie identità in diversi testi storici cinesiLo Yundou shu (運斗樞) e lo Yuanming bao (元命苞) li identificano come:

  • Fu Xi(伏羲)
  •  Nüwa (女媧)
  • Shen Nong(神農)

Mentre nelle Memorie di uno storico (史記, Shǐjì) di Sima Qian si sostiene che fossero: 

  • Il sovrano celeste (Tiānhuáng 天皇), che regnò per 18.000 anni
  • Il sovrano terreno (Dìhuáng 地皇), che regnò per 11.000 anni
  • Il sovrano umano (Tàihuáng 泰皇o 人皇Rénhuáng), che regnò per 45.600 anni.

Quello che è evidente in questo secondo paragone è che i confini del mondo tra uomini e divinità, nella tradizione cinese non sono così netti e marcati come nella mitologia greca.
Nella cultura cinese inoltre non vi sono state figure come Omero ed Esiodo, in grado di riportarci a delle fonti uniformi del racconto mitologico. Rimane pertanto una tradizione orale che vede diverse versioni in tutto il territorio Cinese pertanto non vi è una totale uniformità di tradizioni come nella cultura greca ma tante storie differenti. Tuttavia i personaggi protagonisti delle storie mitologiche cinesi rimangono spesso gli stessi e la loro raffigurazione sembra avere uniformità.

Bibliografia:
-Stevens, Keith G. 2001. Chinese Mythological Gods. Oxford University Press.
-Chen Lianshan 陈连山,Zhongguo Shenhua zhuanshuo, 中国神话传说,2008,wuzhou chuanbo chubanshe,五洲传播出版社. Beijing 北京。
– Apollodoro. I miti greci I,7,1. Milano, Mondadori. 2008, p. 31