La Rivoluzione comunista cinese 中國新民主主義革命 ebbe inizio nel 1946, subito dopo la guerra sino-giapponese. Il centro focale dell’inizio della rivoluzione è stata la città di Nanchino, città che aveva subito solo qualche anno prima uno dei massacri storicamente più cruenti della Cina.
In questi anni di grandi cambiamenti il partito comunista nato nel 1921 si preparava a una nuova rivoluzione che prese il nome nella storia cinese come la Guerra di liberazione 解放戰爭.
Nello stesso periodo a novembre del 1948 la rivista Life commissionò a Henri Cartier-Bresson un reportage fotografico sugli “ultimi giorni di Pechino”. Il primo viaggio di Bresson in Cina ci riporta non solo un reportage fotografico ma una vera documentazione degli eventi della Cina del 1949. HCB assiste alla caduta del partito nazionalista Kuomintang 国民党, passa poi quattro mesi nella Shanghai comunista, per lasciare la Cina poco prima del primo ottobre del 1949, vale a dire il giorno della nascita della Repubblica Popolare Cinese 中国人民共和国, per ritornarci solo dieci anni dopo nel 1958.
In questo foto reportage HCB ci riporta le immagini dell’aria e dell’aura che dominava sopra i cieli di Shanghai, Pechino e Nanchino negli ultimi giorni del Kuomintang. Ultimi giorni in cui si segnava il periodo storico decisivo della Cina futura, di una nuova Cina che il 1° Ottobre del 1949 sarebbe diventata ufficialmente Repubblica Popolare Cinese.
Infatti la Cina si era proclamata repubblica il 1° gennaio del 1912 con a capo Sun Tat-sen il padre fondatore della Cina moderna. La stessa data coincide con la caduta ufficiale dello storico impero della Cina con il suo ultimo imperatore Aisin-Gioro Pu Yi.
Quello che è ritratto nella documentazioni di HCB del 1948-49 è una situazione storica unica in cui il popolo cinese si trova schiacciata in un periodo dominato da guerre civili e massacri, tra i lasciti culturali della caduta dell’impero millenario cinese, la recente nascita di una Repubblica di Cina a capo dei nazionalisti del Kuomintang e l’imminente affermarsi della Repubblica Popolare Cinese per mano dei comunisti.
Nella naturalezza dagli scatti di HCB emergono alcuni elementi di questo particolare periodo storico. In una delle foto del 1948 troviamo infatti il ritratto di un eunuco della corte imperiale dell’ultima dinastia cinese, in un altro scatto fatto a dicembre dello stesso anno ritroviamo la folla della corsa all’oro. In seguito alle indicazioni date dal Kuomintang, mentre il valore della carta moneta affondava, il governo in carica distribuiva 50 grammi d’oro a persona e a dicembre, migliaia di persone sono uscite fuori avvolte dal freddo ad aspettare per ore in fila davanti alle banche per l’assegnazione dell’oro.


Nell’anno del 1948 la Cina si preparava nuovamente a grandi cambiamenti, le truppe del Kuomintang ( Partito Nazionalista Cinese) e i soldati del Partito Comunista Cinese che si erano uniti al fronte contro i giapponesi, si trovavano in un’aspra guerra civile. In questo scatto apparentemente innocente in cui una sorella porta in spalle il fretellino si trova un amaro confronto con la storia del momento in cui è stata scattata. Siamo a Nanchino nel 1948 e la propaganda comunista si fa sempre più forte. Sui cartelloni di propaganda dietro ai due bambini si legge “粛清蔣介石匪軍” “purghiamo le truppe bandite di Chiang KaiShek”, e “粉碎蔣匪破壊…” “fracassiamo il bandito Chiang Kai-Shek…”. Dal luglio 1946 la Cina è stata dilaniata dalla guerra civile tra le forze comuniste di Mao Tse-Tung 毛泽东 e le forze Nazionaliste (国民党, Kuomintang) del generale Chiang Kai-shek 蔣介石, Jiǎng Jièshí.

I comunisti guadagnarono terreno e nel dicembre del 1948 e assediarono Pechino. Se da un lato abbiamo un Kuomintang che cerca di resistere nelle città di Nanchino e Shanghai, dall’altro lato abbiamo una città di Pechino che non sembra rendersi conto dei cambiamenti in corso.

Foto della Fondazione Henri Cartier-Bresson / Magnum

All’epoca in cui sono scattate le fotografie di Bresson le strade erano popolate dalla gente che ci viveva e negli scatti è possibile vedere l’umanità colta nella loro vita normale o in procinto di essere annientati da eventi incomprensibili. L’essere umano è al centro dell’opera di Bresson e forse proprio per questo che a distanza di anni le fotografie scattate nel 1948 in Cina rimangono a testimoniare “La verità dei piccoli fatti”. (P.Assouline)

Gli ultimi giorni del Kuomintang, Pechino, dicembre, 1948. © Fondation Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos 
Un visitatore della Città Proibita, Pechino, dicembre 1948. © Fondation Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos 
Gli ultimi giorni del Kuomintang, Pechino, dicembre, 1948. © Fondation Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos 
Gli ultimi giorni del Kuomintang, Pechino, dicembre 1948. © Fondation Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos
Alcuni di questi scatti insieme ad altri fanno parte delle 385 fotografie della Master Collection di Henri-Cartier Bresson, che nasce all’inizio degli anni settanta del novecento, su richiesta dei suoi amici di lunga data e collezionisti John e Dominique de Meni La Master Collection. Palazzo Grassi a Venezia ospita fino a Marzo 2021 la mostra “Henri Cartier-Bresson. Le Grand Jeu” in cui è possibile vedere alcuni degli scatti realizzati da Bresson in Cina.
Bibliografia:
G.Samarani, La Cina contemporanea. Dalla fine dell’Impero ad oggi , Torini, Einaudi, 2017
W.Wenders, F.Pinault, A.Leibovitz, J.Cercas, S. Aubenas, M.Humery, Henri Cartier-Bresson-Le Grand Jeu, Venezia, Marsilio, 2020
M.Frizot, Y.l.Su, Henri Cartier-Bresson In Cina, Contrasto, 2019
